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Contrada di San Donato Montepulciano
RIEVOCAZIONI STORICHE
RECAPITI
Contrada di San Donato
Questa contrada prende il nome dall’omonima parrocchia
chiamata così dall’apostolo di Montepulciano che fu il
primo a portare in questa zona la religione cristiana. Secondo il
Fumi (guida di Montepulciano e dei Bagni di Chianciano,
Montepulciano 1894) subito dopo la sua fondazione la città
constava di due parti di cui una costituita dalle parrocchie di San
Donato e di Santa Margherita del Sasso (oggi San Francesco). Non si
stenta quindi a credere che, arroccata oggi in cima al paese nella
zona del sasso da cui si è poi sviluppata Montepulciano, la
contrada di San Donato sia stata una delle prime a vedere la luce.
Si ha infatti notizia della sua esistenza già agli inizi del
dodicesimo secolo. Nel suo territorio hanno sempre trovato
sistemazione alcuni dei “centri di potere” più
significativi del Comune medievale. Inoltre in San Donato hanno
risieduto molte delle famiglie notabili poliziane che hanno
caratterizzato gran parte della storia della città. Basti
pensare che nel 1410 esistevano nella contrada ben quindici nuclei
familiari con proprietà stimate intorno alle mille lire,
cifra davvero ragguardevole per l’epoca. Alla fine del 1500
furono demolite numerose abitazioni povere a causa della
costruzione del duomo, che oggi occupa una buona metà
dell’intero territorio della contrada. Ciò ha causato
un’ulteriore diminuzione del numero degli abitanti e
attuaòmente San Donato è una delle contrade
più piccole e meno popolate di Montepulciano. Inevitabile
dunque che il problema maggiore che si trova ad affrontare la
Rettoria è proprio quello della partecipazione dei residenti
alla vita della contrada stessa, acuito dal fatto che in molti casi
si tratta di persone anziane. Tra i “centri di potere”
di cui si è detto sopra si dovrebbe cominciare col
menzionare la Rocca Medievale (erroneamente definita Medicea)
situata sullo sperone meridionale del colle sul quale sorge la
città e che quasi certamente è costruita sul sito
della prima acropoli etrusco-romana. A poche decine di metri dalla
rocca si apre lo splendido scenario della Piazza Grande, un tempo
cuore della contrada e della città. E’ una sorta di
quadrato i cui lati sono costituiti dal Duomo, dal maestoso Palazzo
Comunale su cui svetta la torre campanaria, Palazzo Contucci,
insigne opera di Antonio da Sangallo e dalla massiccia ed austera
mole di Palazzo Nobili-Tarugi e un po’ arretrato, dal gotico
Palazzo del Capitano del Popolo. All’angolo di questi due
ultimi si uniscono le eleganti linee del leggiadro Pozzo de’
Grifi e de’ Leoni. Non per ultimo in via del Teatro si trova
il magnifico Teatro Poliziano, opera risalente al diciottesimo
secolo.
Fonte: www.dalcero.com